Accogliere l’Arcivescovo Mario: la bellezza di un cammino di concretezza

Accogliere l’Arcivescovo Mario: la bellezza di un cammino di concretezza

Ci ha colpito tutti l’intensità della preghiera liturgica e nello stesso tempo la scioltezza familiare con cui si è presentato e noi abbiamo accolto il nostro nuovo Arcivescovo Mario Delpini. Mi è sembrato che questo possa essere lo stile per il cammino della nostra Chiesa: siamo Chiesa che nella celebrazione domenicale contempla l’opera di Dio e nello stesso tempo si sente sicura, aperta, e sciolta. Sicura di essere amata dal suo Signore. Sciolta da paure che non la rendono capace di vedere di quante pietre vive e preziose è composta, e di appassionarsi ad essere un segno della Gerusalemme nuova che l’Agnello va costruendo con il dono del suo sangue. Sciolta dall’inerzia del “si è sempre fatto così” e aperta ad imparare a fare, a tutti i livelli, un “cammino insieme”, che è sempre opera dello Spirito santo, che è disciplinato nell’agire e coraggioso nelle riforme necessarie nel cambiamento d’epoca che stiamo attraversando.

Abbiamo accolto “l’Arcivescovo”. Noi ambrosiani siamo fatti così: accogliamo l’Arcivescovo perché è l’Arcivescovo, così come accogliamo il Parroco perché è il Parroco. Qualche volta anche noi siamo tentati di personalizzare la figura vescovo, creando tifosi e avversari per i più svariati motivi, ma credo che lo stile dell’Arcivescovo Mario ci aiuterà a ritrovare la scioltezza e la bellezza di un cammino che continua, senza perdere nulla dei passi fatti, anzi valorizzandoli per procedere insieme nel cammino. Personalmente ritengo che il nostro non sia il tempo del “ricominciare da capo” o degli “effetti speciali che ci stupiscono”, piuttosto quello della concretezza, del creare insieme condizioni che ci rendano vicini, solidali, contenti di vedere altri, i piccoli e i poveri, a loro volta contenti.

Abbiamo accolto l’Arcivescovo “Mario”. Con la sua originalità, il suo stile, la sua storia e il suo cammino. Abbiamo già condiviso con lui molti anni nel servizio alla Chiesa, e moltissimi lo hanno incontrato nelle sue visite alle parrocchie e ai Decanati. “Un editto che vorrei enunciare – ha detto qualche settimana fa scherzando, ma non troppo - è che è proibito lamentarsi su come vanno le cose, ma essere gente che, prendendo visione delle cose, mette mano ad aggiustare questo mondo, senza presunzione di avere ricette già pronte, proprio perché siamo tutti chiamati a mettere a frutto la vocazione che abbiamo ricevuto, ognuno con i propri carismi”. Credo proprio che il nuovo Arcivescovo ci farà lavorare tanto! E ci farà lavorare “insieme”. 

+ Franco Agnesi
Vicario episcopale

Arcivescovo Mario Delpini in visita alla nostra Parrocchia

Il giorno 2 ottobre l'Arcivescovo Mario Delpini passerà alle ore 20,30 presso la nostra Parrocchia per la recita di una decina del rosario e salutare la Comunità

BORSA DI STUDIO "VICKY" MARIVIC MADERAZO

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Riportiamo qui sotto il numero esatto di IBAN da riportare presso la propria Banca. Ci scusiamo.

Lettera del Comitato per l’Ingresso dell’arcivescovo Mario Delpini con breve presentazione dell'ingresso solenne

 

Ai fedeli dell'Arcidiocesi di Milano

 

Lo scorso 7 luglio il Santo Padre papa Francesco ha accolto la rinuncia all'ufficio di Arcivescovo di Milano presentata dal cardinale Angelo Scola e ha nominato nuovo Arcivescovo di Milano Sua Eccellenza mons. Mario Delpini, finora Vicario Generale della nostra Diocesi Ambrosiana.

 

Questo annuncio, accolto con gioia dai fedeli di tutte le comunità della nostra Arcidiocesi, apre un tempo di attesa dell’ingresso del nuovo Arcivescovo che chiama ciascun fedele alla preghiera e alla disponibilità ad iniziare un nuovo cammino secondo quanto lo Spirito suggerirà.

 

I primi sentimenti sono di gratitudine e obbedienza verso il Santo Padre, che ricordiamo ancora con affetto ed entusiasmo nella sua visita pastorale alle terre ambrosiane del 25 marzo scorso.

 

E’ spontaneo e segno di grande riconoscenza ringraziare il Signore per il dono dell’episcopato tra noi del cardinale Angelo Scola in questi ultimi sei anni. La sua spiritualità e sensibilità, oltre alle sue doti intellettuali e di governo, ci hanno permesso di coltivare e custodire il grande dono della Comunione. In una Chiesa come la nostra così ricca e feconda di proposte, iniziative, itinerari formativi e attenzione alle periferie, abbiamo potuto apprezzare l’insistenza del cardinale Scola su un principio: solo se si pone al primo posto l’unità si possono valorizzare tutte le differenze. La pluriformitá acquista così tutto il suo splendore e la sua efficacia nel momento in cui ha origine in Colui che è l’Unità e il “per Chi” di ogni azione.

Questa nostra riconoscenza per il tratto di cammino compiuto insieme si manifesterà in modo ufficiale e comunitario il prossimo 8 settembre alle ore 21.00 in Duomo con la celebrazione del pontificale nella Solennità della Natività della Beata Vergine Maria.

Lasciata la guida della Diocesi il cardinale Angelo Scola risiederà poi nella casa canonica di Imberido (Oggiono, Lc) vicino al suo paese natale, Malgrate.

Molti hanno chiesto come esprimergli riconoscenza anche attraverso un segno concreto. In continuità con la destinazione di tutte le offerte che sono state raccolte durante la Visita Pastorale Feriale, il cardinale Scola invita ciascuno a contribuire a “Diamo lavoro” la terza fase del Fondo Famiglia Lavoro a favore di coloro che hanno perso l’occupazione.

Un altro sentimento proprio di queste settimane è quello dell'attesa disponibile e accogliente verso il nuovo Arcivescovo. Mons. Delpini è da noi tutti già conosciuto e stimato: ora viene mandato come Pastore sulle orme dei suoi santi predecessori Ambrogio e Carlo e dei più recenti Beati Ferrari, Schuster e Montini. Il Signore lo ricolmi di grazia per il suo nuovo incarico. A noi viene chiesta un’attesa orante che il nuovo Arcivescovo sosterrà con un pellegrinaggio personale nelle terre ambrosiane. Con la collaborazione dei decani Mons. Delpini si organizzerà per visitare alcuni santuari e chiese in cui la devozione mariana è particolarmente viva, per invocare la protezione di Maria per la Chiesa Ambrosiana e per il suo ministero.

 

L'attesa troverà compimento anzitutto sabato 9 settembre quando il nuovo Arcivescovo, per mezzo di un procuratore, prenderà possesso canonico dell'Arcidiocesi, con una celebrazione che si terrà in Duomo alle ore 9.00. Da quel momento egli sarà a tutti gli effetti nostro Arcivescovo e terminerà così il mandato di Amministratore Apostolico del cardinale Angelo Scola. 

A partire da quel giorno, in ogni Celebrazione eucaristica si ricorderà il nome del vescovo Mario.

L’arcivescovo Mario Delpini ha espresso la sua decisione di confermare nello stesso giorno e fino alla conclusione del loro mandato il Consiglio Presbiterale e il Consiglio Pastorale e per un anno i Vicari di Zona e di Settore. 

Secondo la volontà del nuovo Arcivescovo, l'ingresso ufficiale in Diocesi si svolgerà, secondo la tradizione, il giorno 24 settembre, vigilia della Solennità di Sant'Anatalo e di tutti Santi Vescovi Milanesi, con la tappa a Sant'Eustorgio alle ore 16 e l'ingresso in Duomo alle ore 17

Saranno poi comunicate le occasioni di incontro con le diverse realtà diocesane, in un calendario che caratterizzerà il prossimo anno pastorale 2017/18.

 

Per quanto poi concerne il percorso pastorale del prossimo anno, il nuovo Arcivescovo conferma le indicazioni contenute nella lettera di restituzione presentata a conclusione della Visita pastorale feriale indetta dal card. Angelo Scola

 

Le diverse iniziative connesse con il saluto al cardinale Angelo Scola e l'ingresso dell'arcivescovo Mario Delpini sono curate da un apposito Comitato che farà avere a tempo opportuno ulteriori indicazioni.

 

Grati ancora per il dono ricevuto, auguro a ciascuno un tempo di riposo nel Signore in attesa dell’inizio del nuovo anno pastorale.

 

 

Per il Comitato

Mons. Bruno Marinoni

Mons. Mario Delpini nuovo arcivescovo di Milano

Mons. Mario Delpini nuovo arcivescovo di Milano

Quest’oggi il Santo Padre, Papa Francesco, ha accettato la rinuncia all’ufficio di Arcivescovo di Milano presentata da Sua Eminenza Rev.ma il Card. Angelo Scola e ha nominato nuovo Arcivescovo Sua Eccellenza Rev.ma Mons. Mario Enrico Delpini, sinora Vicario generale della Diocesi Ambrosiana.

Nel contempo il Santo Padre ha provveduto a nominare Sua Eminenza Rev.ma il Card. Angelo Scola Amministratore Apostolico attribuendogli i diritti, le facoltà, i compiti che spettano ai Vescovi diocesani. Egli pertanto continuerà nel governo pastorale dell’Arcidiocesi di Milano, fatti salvi i limiti propri della sede vacante (cf Apostolorum successores, n. 244; in particolare cessa la funzione dei Consigli presbiterale e pastorale mentre proseguono nel loro mandato il Collegio dei Consultori e il Consiglio per gli affari economici della Diocesi), fino alla presa di possesso della sede da parte del nuovo Arcivescovo. In base alla normativa propria (Cum de nomine episcopi, 9 ottobre 1972), nel periodo di sede vacante resta immutato il nome del Vescovo da citare nella preghiera eucaristica, con la modalità consueta: «il nostro Vescovo Angelo».

In data odierna Sua Eminenza Rev.ma il Card. Angelo Scola, in forza della succitata nomina ad Amministratore Apostolico e delle facoltà conferitegli, tenuto conto del fatto che i Vescovi ausiliari conservano anche durante la sede vacante le potestà e le facoltà di cui godevano come Ordinari diocesani (can. 409 § 2) mentre gli altri Vicari episcopali decadono dai loro uffici (can. 417), ha confermato in forma delegata le potestà e le facoltà di cui godevano in precedenza i Vicari episcopali non Vescovi ausiliari, anche per delega o a seguito di mandato speciale (decreto arcivescovile in data 7 luglio 2017). Al Moderator Curiae viene inoltre assegnato il compito di Delegato ad omnia, con competenza di firma sugli atti sinora affidati al Vicario generale.

Secondo la tradizione della Chiesa, nelle Sante Messe celebrate nell’intero territorio dell’Arcidiocesi di Milano domenica 9 luglio (a partire dalle Sante Messe Vigiliari) la comunità cristiana è invitata a pregare per l’Arcivescovo uscente e per l’Arcivescovo eletto. In particolare, si suggerisce di inserire tra le preghiera dei fedeli i seguenti testi:

- Per l’Arcivescovo eletto, Mons. Mario Delpini. La grazia del tuo Spirito lo sostenga, lo illumini e lo incoraggi nel nuovo ministero che gli viene affidato a servizio della Chiesa ambrosiana; per questo ti preghiamo.

- Per il Card. Angelo Scola, che ha servito la Chiesa come Arcivescovo di Milano. Sperimenti la gratitudine del popolo ambrosiano per il generoso servizio di questi anni e la sua fervida preghiera accompagni il futuro cammino della nostra Diocesi; per questo ti preghiamo.

Il Cancelliere arcivescovile

(Mons. dr. Marino Mosconi)

Cara Parrocchia "di fronte"

Cara parrocchia,

ho letto di te, un poco ti conosco perché da ragazzo ti ho frequentato, ho sentito dire che papa Francesco apprezza le parrocchie italiane per la loro popolarità, capillarità, tenuta del tessuto sociale; io invece sono impelagato tra ferite, solitudini, rabbie, sofferenze in una di quelle che voi da un po’ di tempo chiamate periferie. Ve l’ha suggerito papa Francesco questo nome e so che continua a intimarvi di uscire e di andare nelle periferie. Io un po’ di nostalgia di te ce l’ho, ma non venirmi a costringere a ritornare in chiesa, risparmiami i tuoi predicozzi, soprattutto non metterti in testa di venirmi a salvare. Per ora mi basta scriverti questa lettera, poi si vedrà.

Qui, sulla strada, la vita è grama; ci sono capitato dopo una brutta avventura che la vita ha scagliato contro di me. Non oso, e nemmeno potrei, tornare a casa, perché non ce l’ho più: affetti non ne ho, emozioni tante soprattutto di paura, di scarto, di solitudine; mi piace però stare a pensare, a guardare, a vedere, a fotografare con i miei occhi che sembrano due scanner. E mi resta dentro tutto senza poterlo cancellare mai.

Da qui vedo tante cose che fate, ogni tanto leggo titoloni di giornale, qui su questa panchina, che d’estate è la mia casa, si siedono ragazzotti, neri, bianchi, olivastri appena scappati da un campo per immigrati, altre volte arriva chi non ha lavoro e gira tutto il giorno in cerca di avventure. L’altro giorno si è seduto a farmi un poco di compagnia un ragazzotto appena uscito dal carcere. Finiva la sua prigione a mezzanotte, all’una di notte era già qui, contento di essere libero, con tanta euforia, ma non sapeva che fare il giorno dopo. Mi ha raccontato del suo rodersi per il male che ha fatto, non è capace di perdonarsi niente. La mia storia si mescola a quelle di tutti, non ne posso scartare nessuna. Vedo giovani che si fanno canne e bombe di droga, bar compiacenti, che ne approfittano; la gente lo sa, li schiva e si chiude in casa, ma va a messa tutte le domeniche e ne esce contenta, sorridente. Ecco, a noi manca questa gioia, questo sguardo d’amore, questa amicizia contro la solitudine. Perché non venite anche voi su questa panchina a guardare la vita che passa e che si schianta nello sfruttamento compiacente e nella morte?

Il mio non è un balcone da cui posso stare a guardare, la mia storia viene cambiata a contatto con quella di tutti; è una soglia che non mi permette di badare solo a me stesso, ma sono del tutto impotente. Se abitaste anche voi in qualche modo questa soglia perdereste pregiudizi, idee false, risvegliereste le vostre coscienze, ne fareste nascere decisioni controcorrente di spendere l’esistenza in modo diverso, pieno, dedicato, anche pericoloso magari, potreste stanare forze impensabili da tutti, aprirci a qualcosa che sta oltre come dite sempre voi, perché di Dio spesso sento una grande nostalgia. Non vi aspettiamo per fare selfie, ma per offrirvi il nostro punto di vista che vi farebbe bene, vi aiuterebbe a uscire come vi dice papa Francesco. Allora forse anche la mia vita di scarto potrebbe essere utile a qualcuno.

Ciao vi aspetto, non per consolarmi, ma per volerci bene.

La panchina di fronte

Visita Pastorale Cardinal Scola - Conclusioni

Carissime e carissimi,

con questa lettera desidero raggiungere tutti i battezzati, le donne e gli uomini delle religioni e di buona volontà, per esprimere la mia gratitudine per il dono della Visita Pastorale Feriale giunta ormai alla sua conclusione.

Nelle sue tre fasi, essa ha consentito a me e ai miei collaboratori di toccare con mano la vita di comunione in atto nella Chiesa ambrosiana, non certo priva di difficoltà e di conflitti e tuttavia appassionata all’unità. La preparazione della Visita, svoltasi in modo forse un po’ diseguale nei vari decanati, l’atteggiamento di ascolto profondo in occasione dell’assemblea ecclesiale con l’Arcivescovo, la cura nell’accogliere nelle realtà pastorali il Vicario di Zona o il Decano, e la proposta del passo da compiere sotto la guida del Vicario Generale, hanno confermato ai miei occhi la vitalità di comunità cristiane non solo ben radicate nella storia secolare della nostra Chiesa, ma capaci di tentare, su suggerimento dello Spirito, adeguate innovazioni. Questa attitudine di disponibilità al cambiamento l’ho toccata con mano sia nelle parrocchie del centro, sia nelle grandi parrocchie di periferia, esplose negli ultimi sessant’anni, sia nelle città della nostra Diocesi, sia nelle parrocchie medie e piccole.

È stata però la Visita del Papa a farmi cogliere nitidamente l’elemento che unifica le grandi diversità che alimentano la nostra vita diocesana. La venuta tra noi del Santo Padre è stata, infatti, un richiamo così forte da rendere visivamente evidente che la nostra Chiesa è ancora una Chiesa di popolo. Certo, anche da noi il cambiamento d’epoca fa sentire tutto il suo peso. Come le altre metropoli, siamo segnati spesso da un cristianesimo “fai da te”: ce l’hanno testimoniato gli arcivescovi di grandi Chiese in tutto il mondo che in Duomo hanno raccontato l’esperienza delle loro comunità. Non manca confusione su valori imprescindibili; spesso non è chiaro il rapporto tra i diritti, i doveri e le leggi… Ma è inutile insistere troppo sull’analisi degli effetti della secolarizzazione su cui ci siamo soffermati in tante occasioni. Più utile, anzi necessario, è domandarci – con ancora negli occhi il popolo della Santa Messa nel parco di Monza, l’incontro con i ragazzi a San Siro, l’abbraccio al Santo Padre degli abitanti delle Case bianche e dei detenuti di San Vittore, e soprattutto la folla che ha accompagnato la vettura del Papa lungo tutti i 99 km dei suoi spostamenti – che responsabilità ne viene per noi? Come coinvolgere in questa vita di popolo i tantissimi fratelli e sorelle battezzati che hanno un po’ perso la via di casa? Come proporre con semplicità in tutti gli ambienti dell’umana esistenza la bellezza dell’incontro con Gesù e della vita che ne scaturisce? Come rivitalizzare le nostre comunità cristiane di parrocchia e di ambiente perché, con il Maestro, si possa ripetere con gusto e con semplicità a qualunque nostro fratello “vieni e vedi”? Come comunicare ai ragazzi e ai giovani il dono della fede, in tutta la sua bellezza e “con-venienza”? In una parola: se il nostro è, nelle sue solidi radici, un cristianesimo di popolo, allora è per tutti. Non dobbiamo più racchiuderci tristi in troppi piagnistei sul cambiamento epocale, né ostinarci nell’esasperare opinioni diverse rischiando in tal modo di far prevalere la divisione sulla comunione. Penso qui alla comprensibile fatica di costruire le comunità pastorali o nell’accogliere gli immigrati che giungono a noi per fuggire dalla guerra e dalla fame. Ma, con una limpida testimonianza, personale e comunitaria, con gratitudine per il dono di Cristo e della Chiesa, siamo chiamati a lasciarlo trasparire come un invito affascinante per quanti quotidianamente incontriamo.

A queste poche e incomplete righe vorrei aggiungere una parola su quanto la Visita Pastorale ha dato a me, Arcivescovo. Lo dirò in maniera semplice: durante la celebrazione dell’Eucaristia nelle tante parrocchie e realtà incontrate, così come nei saluti pur brevi che ci siamo scambiati dopo la Messa, e, in modo speciale, nel dialogo assembleare cui ho fatto riferimento, ho sempre ricevuto il grande dono di una rigenerazione della mia fede e l’approfondirsi in me di una passione, quasi inattesa, nel vivere il mio compito. Ma devo aggiungere un’altra cosa a cui tengo molto. Ho appreso a conoscermi meglio, a fare miglior uso dei doni che Dio mi ha dato e, nello stesso tempo, ho imparato un po’ di più quell’umiltà (humilitas) che segna in profondità la nostra storia. Ho potuto così, grazie a voi, accettare quel senso di indegnità e di inadeguatezza che sorge in me tutte le volte che mi pongo di fronte alle grandi figure dei nostri patroni Ambrogio e Carlo.

Se consideriamo la Visita Pastorale Feriale dal punto di vista profondo che la fede, la speranza e la carità ci insegnano, e non ci fermiamo a reazioni emotive o solo sentimentali, non possiamo non riceverla come una grande risorsa che lo Spirito Santo ha messo a nostra disposizione e che ci provoca ad un cammino più deciso e più lieto. Seguendo la testimonianza di Papa Francesco, la grande tradizione della Chiesa milanese può rinnovarsi ed incarnarsi meglio nella storia personale e sociale delle donne e degli uomini che abitano le terre ambrosiane.

La Solennità della Santissima Trinità che oggi celebriamo allarga il nostro cuore e rende più incisivo l’insopprimibile desiderio di vedere Dio: «Il mio cuore ripete il tuo invito: “Cercate il mio volto”. Il tuo volto Signore io cerco, non nascondermi il tuo volto» (Sal 27 [26] 8-9a).

 

Angelo Card. Scola
Arcivescovo

Nella Solennità della Santissima Trinità
Milano, 11 giugno 2017

 

Non abbiamo che questo

Non abbiamo che questo

  1. I cristiani, gente per bene.

I cristiani sono gente per bene. Parcheggiano con criterio, se sbagliano una manovra chiedono scusa. Sono gente per bene: parlano senza troppe parolacce, discutono senza gridare troppo, parlano di calcio e di politica, un po’ come fanno tutti, lamentano dei mali presenti, un po’ come fanno tutti. Sono gente per bene: se c’è da dare una mano, non si fanno pregare; se capita una disgrazia sono tra i primi a commuoversi e a soccorrere, per la festa del paese ci prendono gusto a organizzare il pranzo comunitario e la pesca di beneficenza.

  1. I cristiani e il loro cruccio.

Tuttavia i cristiani sentono dentro una inquietudine e c’è un cruccio che li lascia tranquilli. Guardano i loro bambini e sospirano: “Come sono belli e cari! Ma che sarà di loro? Non siamo in grado di assicurare loro la gioia!”. Applaudono gli sposi novelli, hanno ma come un retropensiero: “ Come sono  contenti! Ma durerà? Non siamo in grado di assicurare la fedeltà!”. Attraversano con un senso di colpa i giardinetti in cui bivaccano adolescenti inconcludenti: “Quanto tempo sciupato! Quanti talenti sotterrati! Non siamo in grado di aiutarli a rispondere alla loro vocazione!”. 
Ecco come sono i cristiani: sono inadeguati e sanno di non essere all’altezza della loro missione. Sono là per essere sale e non riescono a dare sapore! Sono là per essere luce e anche loro talora sono avvolti da un grigiore confuso.
Ecco come sono i cristiani: gente per bene, che non è all’altezza delle sfide di questo tempo complicato.

  1. Né argento né oro: solo il Nome.

C’è però da dire che l’essere inadeguati al compito non è, per i cristiani, motivo di scoraggiamento. Non si sentono complessati. Continuano a ripetere le parole di Pietro: “Non possiedo né argento né oro, ma quello che ho te lo do: اسماء بنات nel nome di Gesù Cristo…!”(At 3,6)
Per questo, ogni anno, i cristiani percorrono le vie della vita quotidiana celebrando la processione del Corpus Domini, per dire a tutti: “Siamo gente per bene, abbiamo tutte le buone intenzioni, non siamo all’altezza. Però questo sì possiamo offrirlo: il Pane della vita eterna. Siamo cristiani!”

Mario Delpini
Vescovo e Vicario Generale, Arcidiocesi di Milano

 

Consiglio Pastorale Parrocchiale aperto agli Operatori: 6 Giugno, ore 20,30

06/06/2017 20:30
Europe/Rome

In allegato convocazione.

Avvisi

 

AVVISI

(Domenica, 8 ottobre)

 

·    Domenica 8 ottobre al termine della s. Messa delle ore 11,15 (verso le ore 12,00) Supplica alla Madonna di Pompei.

·    Mercoledì 11 ottobre ore 21 Commissione Pastorale Caritas

·    Venerdì 13 ottobre ore 19 incontro dopo cresima, superiori e giovani, nel salone dell’oratorio per programmare l’anno di attività e catechesi (è prevista pizzata)

·    Sabato 14 ottobre: riprende il Cammino di catechesi per l’iniziazione   

cristiana.

Ore 18,45 presso parrocchia s. Gregorio Magno, via Settala 25, il comitato per la famiglia, organizza il 1° incontro del ciclo "Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito". Uno spazio di incontro nella fede rivolto a persone separate o divorziate o che vivono nuove unioni.

-       (vedi pieghevole all’uscita)

·    Domenica 15 ottobre: alla s. Messa delle 10,00 Celebriamo gli anniversari di Matrimonio. Chi desidera ricordare il proprio anniversario lo segnali in Segreteria al più presto.

·    Lunedì 16 ottobre: Da un anno il padre Lodovico Pavoni è stato canonizzato. Molti di noi hanno partecipato al pellegrinaggio a Roma.

Alle ore 18,30 anziché alle 18, una solenne celebrazione della s. Messa presieduta dal vescovo mons. Martinelli ne farà memoria, seguirà l’inaugurazione della nuova palestra nel cortile degli Artigianelli.

 

L’attività dell’Associazione Sportiva Dilettantistica ARCOBALENO è iniziata; ci sono ancora dei posti per mini Volley e per mini Basket e per gli adulti: Ginnastica dolce e Zumba.

 

La Via Dolorosa: Una comunità per una sacra rappresentazione

LA VIA DOLOROSA

Una comunità per una sacra rappresentazione

Pasqua di Resurrezione - Venerdì 7 Aprile 2017

Coinvolgere un’intera comunità intorno ad un unico obiettivo; favorire l’incontro e le relazioni tra le persone nel lavoro e nella realizzazione corale di un progetto; imparare a collaborare e cooperare: è questo lo scopo di un programma certo ambizioso, ma anche necessario per "riabituarci" a sentire noi stessi una "comunità di fedeli insieme". Ogni occasione che favorisca lo spirito di comunione non può essere persa, ogni occasione che ci aiuti a ripensare a quanto la nostra fede abbia bisogno degli altri non può essere tralasciata. Se una comunità si muove insieme e con entusiasmo ogni ostacolo può essere superato e il risultato non potrà che essere bellissimo e arricchire tutti.
Per questi motivi chiediamo l’aiuto e la partecipazione dei parrocchiani nella realizzazione di questa nuova edizione de "La Via Dolorosa".
Vogliamo realizzare un evento partecipato, cui tutti possano collaborare.
In questa prima fase chiediamo ai "parrocchiani scrittori", a quanti già lo fanno e a quanti desiderano farlo, di scrivere (o ai "parrocchiani lettori" di proporre/ridurre) i testi per la "rappresentazione" delle 14 stazioni per l’edizione 2017 della nostra Via Crucis
Chi desidera partecipare a questa prima e importantissima fase di lavoro dovrà: 

  1. scegliere non più di 2 stazioni e redigere/proporre/adattare, per ogni stazione scelta, uno scritto che non superi le 2.500 battute (spazi inclusi) per stazione (circa una foglio di formato A4);
  2. inviare il/i testo/i al seguente indirizzo mail: laviadolorosa@sangiovannievangelista.org, oppure consegnarlo/i in busta chiusa presso la segreteria della Parrocchia entro e non oltre il 31 Dicembre 2016.

Nell’Anno Santo dedicato da Papa Francesco alla "Misericordia", il tema proposto per questa edizione de "La Via Dolorosa", tema che dovrà caratterizzare tutti i testi delle stazioni, è "LA VIA CRUCIS E LE OPERE DI MISERICORDIA": il testo relativo alla stazione scelta dovrà essere ispirato e riprendere una delle 7 Opere di Misericordia Corporale. Tra tutti i testi pervenuti, verranno selezionati i 14 elaborati (uno per stazione) che saranno letti e rappresentati durante la "sacra rappresentazione" del 7 Aprile. Gli altri verranno esposti nelle bacheche parrocchiali il giorno della rappresentazione.
Per maggiori informazioni tel. 02 606014 – cell. 331 2763488 (Sandro Boscaro)
Web: www.sangiovannievangelista.org

Aspettiamo il vostro contributo!

Le 14 stazioni della Via Crucis

1 stazione:   Gesù è condannato a morte
2 stazione:   Gesù è caricato della croce
3 stazione:   Gesù cade la prima volta
4 stazione:   Gesù incontra sua madre
5 stazione:   Il cireneo è costretto a portare la croce
6 stazione:   La donna asciuga il volto di Gesù
7 stazione:   Gesù cade la seconda volta
8 stazione:   Gesù incontra le donne di Gerusalemme                 
9 stazione:   Gesù cade la terza volta
10 stazione: Gesù è spogliato delle vesti
11 stazione: Gesù è inchiodato alla croce
12 stazione: Gesù muore in croce
13 stazione: Gesù è deposto dalla croce
14 stazione: Gesù è messo nel sepolcro

Le 8 opere di misericordia corporale

http://www.zeta-lightening-skin.co.uk

1 Dar da mangiare agli affamati
2 Dar da bere agli assetati
3 Vestire gli ignudi
4 Alloggiare i pellegrini
5 Curare gli infermi
6 Visitare i carcerati
7 Seppellire i defunti
8 Custodire l’ambiente (la nuova opera di misericordia di Papa Francesco)  

Canale Youtube Parrocchiale

Abbiamo aperto un nuovo canale Youtube Parrocchiale, dove verranno messi, mano a mano, tutti i materiali video storici.

Il banner lo trovate qui a lato​

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