• IL NUOVO CONSIGLIO PASTORALE 2024-2028

    Con l'elezione del 25 e 26 Maggio ecco composto il nuovo Consiglio Pastorale Parrocchiale:

    P. Giorgio Tarter, Antoniazzi Piervito, Bellati Franca, Bianchi Marco, Brioschi Paola, Buglione Giuseppe, Bulciaghi Roberto, Carlino Antonella, Faccini Paolo, Grillo Alessandro, Mandelli Alessandro, Marchica Barbara, Novo Carla, Ocampo Edwin, Panetta Mariarosa, Roncalli Anna, Raggi Annamaria, Servanez Erika, Vaglia Rita, Villa Antonio.

     

  • Elezioni europee, il Consiglio pastorale diocesano: «In giugno un voto decisivo per ridestare il sogno europeo»
     
    In vista delle elezioni europee che si terranno in Italia l’8 e il 9 giugno il Consiglio pastorale diocesano ha elaborato un documento rivolto a tutte le comunità cristiane. 
    Il Consiglio pastorale diocesano è uno dei principali organismi consultivi dell’Arcivescovo e della Diocesi, composto per la maggior parte da laici e laiche. Si tratta di fedeli attivi nelle parrocchie e di rappresentanti di associazioni, movimenti e gruppi ecclesiali, con una distribuzione equilibrata per sesso, età e provenienza dalle varie zone della Diocesi. A loro si aggiungono alcuni presbiteri, religiosi e religiose. 
    Il testo è intitolato “Un voto decisivo: chiamati a ridestare il sogno europeo” e ha una breve introduzione dell’Arcivescovo, in cui invita tutti a «contribuire alla circolazione di tale documento e alla promozione di occasioni per approfondirne e svilupparne ulteriormente i contenuti: nelle parrocchie e nelle comunità, nelle associazioni e nei movimenti ecclesiali e anche in contesti non ecclesiali ma in cui i cristiani sono attivamente presenti».  

  • La nuova Agenda Diocesana

    Dal 21 maggio è online sul portale diocesano il nuovo strumento di visualizzazione dell’Agenda diocesana che è stato completamente rivisto per cercare di fornire una consultazione quanto più possibile intuitiva e per aggiungere nuove funzionalità.

    Segnaliamo in particolare: la visualizzazione in stile planner mensile; l'evidenziazione dei giorni liturgici in modo graficamente distinto dagli altri eventi; la semplificazione nella presentazione degli eventi che durano più di un giorno; le funzionalità di ricerca avanzata e di filtro; la possibilità di sincronizzare l’Agenda diocesana con il proprio calendario personale (sullo smartphone, su Outlook, su app di calendario, ecc.) mantenendola costantemente aggiornata; la possibilità di creare un "widget" da inserire su pagine parrocchiali.

    Queste funzioni sono illustrate in un video-tutorial realizzato da don Luca Fossati,  dell’Ufficio Comunicazioni Sociali.

  • Oratorio Estivo 2024: Via Vai! In un tempo iperconnesso, in una società basata sulla performance e la visibilità, sommersi da informazioni, notizie, scoop e guru della felicità, del benessere e della ricchezza, è facile sentirsi spaesati, inadeguati e trascinati da correnti che tirano verso ogni direzione. Chi deve ancora incamminarsi ha difficoltà a scegliere quale strada prendere e chi è già per strada rischia di perdersi. Senza una segnaletica chiara, è facile lasciarsi andare e farsi trasportare, oppure bloccarsi e non saper più fare un passo. La vita cristiana è guidata da una persona, un uomo che ha indicato, tracciato e vissuto una strada precisa. Una vita dinamica, in cammino verso una meta che – però – non va rincorsa o raggiunta in fretta. Gesù, durante la sua salita a Gerusalemme, fa delle deviazioni, incontra le persone e fa esperienza di una itineranza costitutiva dell’essere umano. Dio stesso è in cammino e ci indica il sentiero della vita. «Mi indicherai il sentiero della vita» non è una richiesta, una speranza, ma è una certezza per il credente che trova una guida, una bussola e un compagno di viaggio, un Dio che è «la via, la verità e la vita» (Gv 14,6). «La metafora del cammino costituisce da sempre uno dei paradigmi per descrivere l’esistenza umana». Solo l’esperienza dell’itineranza consente all’uomo di essere, divenire e rimanere veramente tale, poiché gli permette di maturare una profonda conoscenza di sé. In questo Oratorio estivo 2024 il tema centrale sarà però il pellegrinaggio, che non è solo un camminare, ma nasconde un significato profondo. Il pellegrinaggio suppone un cammino, ma non viceversa; un pellegrinaggio ha una meta, che dà senso al cammino e lo orienta, ma è una direzionalità che rimane sempre aperta all’imprevedibile, agli incontri, alle deviazioni. Cercando la definizione di pellegrinaggio sul dizionario troviamo: «Pratica devota consistente nel recarsi collettivamente o individualmente a un luogo sacro per compiere speciali atti di devozione, spec. a scopo votivo o penitenziale» (Treccani). Questo ci fa capire come il pellegrinaggio, oltre a essere un particolare modo di mettersi in cammino, predispone a uno stato d’animo, un desiderio di incontro con Dio. Non è però ovvio né scontato dove Egli si incontri. Nel suo peregrinare, Gesù va incontro alla gente e non ha premura di arrivare: non è qualificante il luogo, ma l’incontro e la relazione; è la dinamica di un cammino faticoso, che incontra delle resistenze e che fa paura, ma che proprio per questo è autentico. Un pellegrinaggio orientato, sì, ma non per questo pre-definito. Non è solo mettere un passo davanti all’altro: «il pellegrinaggio ci insegna ad abitare quella terra di mezzo sottesa tra realtà e identità, tra corpo e anima, tra materia e pensiero. Il pellegrinaggio permette di collegare e di far vivere la dimensione più terrena e umana insieme a quella spirituale». Se dovessimo dirlo con altre parole, peregrinare è “camminare con i piedi saldi a terra ma con il cuore verso il cielo”. Il pellegrinaggio è quindi in grado di mettere in connessione la parte più corporea dell’uomo con quella spirituale. Guardando tra le pieghe di questa esperienza itinerante possiamo cogliere ciò che caratterizza l’essere umano: i sensi, i limiti, il corpo, i tempi, le emozioni… Tutte dinamiche vissute a pieno anche da Gesù, riconoscibili nei Vangeli. Infatti, «il pellegrinaggio e il cammino rappresentano la chiave di lettura privilegiata anche per comprendere meglio l’identità di Gesù ovvero dell’uomo-Dio». Per riassumere, il pellegrinaggio è un “luogo” fertile per coltivare e custodire la propria interiorità. Se il viaggio fisico del pellegrino è orientato da una meta, la via interiore è guidata da una domanda: Chi non si interroga e non sa porsi le giuste domande è destinato a rimanere tutta la vita in superficie. Del resto l’uomo è sempre enigma poiché è anzitutto domanda a se stesso; per questo il cammino interiore non si può mai considerare concluso e per questo è sempre contraddistinto dal continuo tendere e mai al definitivo approdo. Partire in pellegrinaggio significa avere una domanda, ma anche, più radicalmente, riconoscere di essere domanda.
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